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Giornata mondiale del Rifugiato 2018
Giornata mondiale del Rifugiato 2018

COMUNICATO STAMPA: Giornata mondiale del Rifugiato.

I muri sono un pericolo per le nostre società, non solo per i migranti.

"Celebriamo la Giornata internazionale del rifugiato. E, per i migranti, le cose non sono mai andate così male in Italia e nell’Unione Europea”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), "L’incapacità in questi anni di trovare risposte politiche adeguate al tema dell’accoglienza, dell’integrazione, delle relazioni tra culture e religioni, ha prodotto oggi una crisi che rischia di travolgere l’Unione europea e gli stessi assetti delle nostre democrazie. Quando si cominciano a innalzare muri, il grado complessivo di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti umani di una società scende sempre più per tutti, non solo per i capri espiatori più esposti.”

“Insieme a tante altre organizzazioni della società civile”, continua il presidente del CNCA, “ribadiamo il nostro sostegno all’accoglienza delle persone migranti senza fare distinzione tra richiedenti asilo e migranti economici e riaffermiamo la nostra opposizione a una politica migratoria che non rispetta i diritti delle persone migranti, cancellando una tradizione di ospitalità che il popolo italiano – costretto a enormi processi migratori in un tempo non così lontano della propria storia – ha più volte manifestato. Chiediamo all’Europa di elaborare una nuova politica per le migrazioni, coerente con i propri più alti valori e che sappia tener conto degli interessi dei diversi paesi del continente – alle prese con una crisi demografica assai pericolosa – e di quelli delle persone di altri continenti alla ricerca di una speranza per la loro vita.”

“Come CNCA”, conclude don Zappolini, “ci siamo sempre battuti per un’accoglienza dignitosa delle persone migranti, per il superamento della legge Bossi-Fini, per una diversa legislazione a livello europeo – oggi insieme alla campagna Welcoming Europe ­– e per il sostegno ai corridoi umanitari. Chiediamo alle nostre organizzazioni socie di mobilitarsi sui propri territori per costruire politiche e pratiche di accoglienza, contrastando chi sta cercando di lucrare consenso sulla pelle di esseri umani.”

 

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