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Myanmar: "Pace possibile solo con il rispetto dei diritti di tutti"

Il pontefice è volato nella capitale Nay Pyi Taw, dove ha tenuto il suo discorso ufficiale e incontrato la consigliera del governo birmano e Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, al centro delle polemiche per la crisi sui rohingya. Il "sostegno allo sforzo di pacificazione" del papa "ha un valore inestimabile" ha detto la leader democratica

"IL FUTURO del Myanmar deve essere la pace: una pace fondata sul rispetto della dignità e dei diritti di ogni membro della società, sul rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità, dello stato di diritto e di un ordine democratico che consenta a ciascun individuo e a ogni gruppo, nessuno escluso, di offrire il suo legittimo contributo al bene comune": al suo secondo giorno di visita apostolica in Myanmar, Papa Francesco pronuncia il suo primo discorso ufficiale nella capitale Nay Pyi Taw, davanti ad autorità, diplomatici e cittadini birmani. Tra loro, la leader Aung San Suu Kyi, consigliera di Stato e ministra degli Esteri.  

Il riferimento ai rohingya è implicito, dopo i diversi appelli rivolti al pontefice a evitare di nominare direttamente la minoranza etnica di religione musulmana, al centro di una spirale di violenze e persecuzione nel Paese asiatico. Violenze che hanno costretto i rohingya a un massiccio esodo in Bangladesh, dove da agosto sono giunti in 622mila.

Il discorso ha scontentato i rappresentanti della minoranza Rohingya e delle associazioni per i diritti umani: Phil Robertson, vice capo della divisione asiatica di Human Rights Watch's Asia division ha detto che è stata persa un'occasione importante.

Il confronto con la leader democratica era l'appuntamento più atteso dell'agenda di papa Francesco di oggi: Aung San Suu Kyi, insignita del premio Nobel per la pace nel 1991, è infatti al centro delle polemiche per il suo mancato intervento sulla crisi dei rohingya che sta lacerando la nazione.

Un colloquio privato durato 23 minuti del quale non si conoscono i dettagli e al termine del quale i due si sono recati insieme nell'International convention center, dove il pontefice ha tenuto il suo discorso. 

L'incontro con il Papa "rimarca la nostra fiducia nel potere e nella possibilità di pace" ha dichiarato il premio Nobel, citando la crisi del Rakhine, lo Stato dove vive la minoranza non ufficialmente riconosciuta dei rohyinga.

Il Papa, ha aggiunto la leader democratica, è tra quei "buoni amici" il cui "sostegno allo sforzo di pacificazione ha un valore inestimabile"

 

Tratto da: http://www.repubblica.it/esteri/2017/11/28/news/papa_in_myanmar_e_il_giorno_del_primo_discorso_e_dell_incontro_con_san_suu_kyi-182382582/

 

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