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Il Baobab alla moschea di Ravenna
Il Baobab alla moschea di Ravenna

Ravenna città d’arte, ma anche multiculturale, sede di una moschea tra le più importanti d’Italia.

Il Centro Interculturale Baobab porta una testimonianza di integrazione e un messaggio di speranza perché la bellezza di questa architettura, la moschea, è un simbolo di comunione di spiriti.

A Portomaggiore si è tenuta, in occasione della cerimonia di intitolazione della via Mons. Elvezio Tanasini, una manifestazione con una serie di eventi improntati alla crescita della coscienza di interazione tra popoli.

In questa occasione è stato fatto un gioco formativo con gli studenti delle scuole secondarie superiori di Portomaggiore a cura di Domenico la Marca – responsabile Centro Interculturale Baobab – e Sylwia Iwan – mediatrice culturale. La trama del gioco ruota attorno al destino di alcuni pianeti, quattro, destinati al declino che decidono di colonizzare un altro pianeta con la necessità di convivere tutti insieme. Questo passaggio è decisivo perché gli abitanti dei pianeti, i giovani studenti del gioco, si aprono al confronto interculturale mediando le differenze ed emerge una realtà importantissima: i ragazzi coinvolti sono pronti al rispetto della diversità, ma emerge la difficoltà della classe genitoriale alla stessa apertura. Un’integrazione incompiuta per i genitori che rende l’idea del tanto lavoro che c’è da fare.

Il giorno successivo un fondamentale dialogo sull’interazione riassumibile nelle parole che la Marca spende a proposito del tema, “Vivere l’intercultura e costruire percorsi di interazione”: “Noi abbiamo paura dell’altro quando non lo conosciamo e oggi più che mai lo straniero-viandante ci mette in difficoltà. L’accoglienza dell’altro ci dice chi siamo, per cui, vale la massima: dimmi come accogli l’altro e ti dirò qual è il tuo livello di civiltà. L’integrazione non è un processo unilaterale, ma coinvolge anche gli italiani”.

Alla fine, coronamento di un sogno fatto di civiltà e scambio, la visita alla moschea di Ravenna in compagnia di Mustapha Toumi.

Giuseppe Marrone, staff del Baobab

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