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Migranti: illegittimi 32 respingimenti
Migranti: illegittimi 32 respingimenti

Per la Corte Europea dei Diritti dell’uomo trentadue respingimenti avvenuti nei porti di Venezia (28) e Ancona (4) tra il 2008 e il 2009 sono illegittimi. Riguardano richiedenti asilo afghani, sudanesi ed eritrei che hanno vinto il ricorso presentato dai loro avvocati nel 2009 contro Italia e Grecia, i cui governi sono stati accusati di aver messo in atto espulsioni sommarie dai porti delle città dell’Adriatico - Venezia, Ancona, Bari e Brindisi- verso la Grecia e in particolare Patrasso e di aver violato i diritti fondamentali dei ricorrenti. In sintesi le motivazioni della Corte Europea.

Secondo la sentenza, Italia e Grecia hanno violato la Convenzione Europea a salvaguardia dei Diritti dell’uomo e, in particolare, l’articolo 3 (“nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”), l’articolo 13 (“ogni persona i cui diritti e le cui libertà riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto a un ricorso effettivo davanti a un’istanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali”) e l’articolo 4 del Protocollo n. 4 allegato (“le espulsioni collettive di stranieri sono vietate”). I richiedenti asilo ricorrenti avranno il diritto ad un risarcimento pecuniario di circa 5.000 euro. All’inizio il ricorso riguardava 35 persone e per 32 è arrivata la sentenza positiva.

A questo risultato i migranti sono arrivati grazie all’avvocato Alessandra Ballerini, a Fulvio Vassallo Paleologo e al lavoro di Luca Mandro. E poi una grande soddisfazione per “Melting Pot Europa”. Infatti le procure dei ricorrenti sono state raccolte da Alessandra Sciurba durante uno dei suoi viaggi a Patrasso: insieme al giornalista afghano Basir Ahang ed Anna Milani della rete “tutti i diritti per tutti” di Venezia, ha infatti documentato le storie, le violenze, le violazioni subite dai migranti sulla rotta dell’Adriatico. Alessandra Sciurba era stata l'anima di quell'iniziativa. E ora felice dice: «Questo risultato dimostra che dei semplici cittadini possono fare molto per i diritti dei meno tutelati. Anche se è passato tanto tempo - il ricorso è stato presentato cinque anni fa - per me è una grande vittoria», continua Sciurba. «Questi migranti sono stati respinti a Patrasso, in Grecia, dove hanno subìto detenzioni arbitrarie e violenze e non sono riusciti, come era loro diritto, a inoltrare richiesta di asilo politico. Gli stessi migranti, inoltre, erano accomunati dal fatto di aver tentato di raggiungere l’Italia imbarcandosi dal porto di Patrasso, di nascosto, a bordo dei tir in transito verso le frontiere dell’Adriatico».

Fonte: http://nuovavenezia.gelocal.it/ di Carlo Mion del 22/10/2014

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