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Mare Nostrum: un bilancio
Mare Nostrum: un bilancio

Operazione Mare Nostrum: soccorsi oltre 150mila migranti, fermati 330 presunti scafisti e sequestrate 5 navi.

E’ il bilancio di un anno di operazioni condotte  della Marina Militare grazie all’impiego di 32 unità navali e  di 2 sommergibili per oltre 45.000 ore di moto e di circa 900 militari al giorno. L’Operazione Mare Nostrum è stata disposta dal Governo, a partire dal 18 ottobre 2013, dopo l’incremento del fenomeno migratorio registrato dalla seconda metà del 2013 e dei tragici naufragi che si sono verificati nel mare di Lampedusa.

L’operazione  si sostanzia nel potenziamento del dispositivo per il Controllo dei Flussi Migratori, già previsto dall’operazione “Constant Vigilance” che la Marina svolge dal 2004 sulla base del quadro normativo nazionale.

Il dispositivo aeronavale impiegato in “Mare Nostrum” ha il compito di incrementare la cornice complessiva di sicurezza marittima contrastando le attività illecite via mare, con particolare riferimento ai traffici di esseri umani e rispondere all’emergenza in atto nel Mediterraneo assicurando un presidio navale d’altura per la salvaguardia della vita umana in mare e l’assistenza umanitaria, attraverso il pattugliamento aero-marittimo dello Stretto di Sicilia con una media di 5 unità navali e relativi assetti aerei della Marina.

La Marina ha il comando dell’operazione. Il Comando in Capo della Squadra Navale con sede a Santa Rosa (Roma), esercita attraverso la centrale operativa della Marina, il controllo operativo di tutte le unità navali in mare impegnate nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum”. 

Attraverso il dispositivo integrato interministeriale di sorveglianza marittima viene assicurato il coordinamento interagenzia e interministeriale con le sale operative delle altre amministrazioni e dei corpi armati dello Stato.

I comandanti delle navi della Marina intervengono per catturare le navi madre e per fermare i trafficanti di esseri umani, nell’esercizio delle specifiche prerogative di polizia dell’alto mare che gli sono conferite dal diritto internazionale e dalle leggi dello Stato.

Sono impiegati una nave anfibia, con elevate capacità di comando e controllo, una rilevante capacità medico-ospedaliera ed ampi spazi di ricovero per naufraghi, fregate e pattugliatori e fregate, elicotteri e aerei per il pattugliamento marittimo due dei quali della nave San Giusto.

Fonte: http://www.tarantobuonasera.it/

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