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I migranti: «Ci facevano pagare anche il salvagente»
I migranti: «Ci facevano pagare anche il salvagente»

Ragusa - Spesso il mare non l’hanno mai visto prima di imbarcarsi sui barconi della morte in partenza dalle coste nordafricane, molti non sanno nuotare: proprio su questo puntano i trafficanti di migrantiper aumentare i propri guadagni.

Così per avere un giubbotto salvagente chi si avventura nei viaggi della speranza deve pagare di più: per «l’optional», i trafficanti, chiedono 500 euro. A svelare il macabro tariffario è stata l’indagine dellasquadra mobile di Ragusa sull’ultimo sbarco che ha portato ieri a Pozzallo (Ragusa) 500 migranti, a bordo di due imbarcazioni.

Il viaggio sarebbe costato tra 5 e i 6 mila dollari a persona, facendo incassare complessivamente ai trafficanti quasi tre milioni di dollari. Fondamentali per le indagini sono stati alcuni video girati dai migranti, che hanno consentito agli investigatori di ricostruire l’intero viaggio. Drammatici i racconti raccolti dalla polizia: «Ci hanno caricato su alcune autovetture e portati su una spiaggia sulla cui riva era ormeggiata una piccola imbarcazione, grazie alla quale, a piccoli gruppi, ci hanno trasportato sul natante con il quale, poi, abbiamo iniziato il viaggio verso le coste italiane. Per farci salire a bordo venivamo bastonati senza alcun motivo, erano armati».

I migranti hanno riferito che nella stiva del peschereccio «erano state collocate numerose persone, soprattutto le donne e i bambini». «Gli uomini, invece, avevano occupato soprattutto la parte superiore. Durante il viaggio abbiamo mangiato poco - hanno raccontato - Per lo più distribuivano formaggini, datteri e pane; per bere, invece, ci veniva fornita acqua piuttosto sporca mentre gli scafisti mangiavano diverse pietanze e avevano acqua pulita».

Sei i presunti scafisti arrestati: un siriano che avrebbe pilotato una imbarcazione, e 5 egiziani a bordo di un secondo natante. Durante le operazioni di identificazione degli scafisti è arrivato un terzo barcone con 180 migranti. Ad Augusta è stato poi fermato un egiziano ritenuto lo scafista dello sbarco dei 317 migranti arrivati sabato; il provvedimento è stato eseguito da agenti della polizia di Stato e da personale del gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina (Gicic) su disposizione della Procura di Siracusa.

Un tunisino invece è stato fermato dalla squadra mobile di Reggio Calabria perché ritenuto lo scafista di un gruppo dei 1.789 migranti soccorsi dalla nave della Marina Militare San Giusto. Gli sbarchi in Sicilia si susseguono a ritmo incalzante. Ieri è arrivata a Catania la nave Sfinge della Marina militare con a bordo 594 migranti salvati nel Canale di Sicilia nell’ambito del dispositivo Mare Nostrum, nel pomeriggio in 106 sono sbarcati a Pozzallo e in serata altri 161 sono sbarcati a Trapani.

Da "Il Secolo XIX" del 06/10/2014

 

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